La storia del cinghiale in cucina, utilizzato per le sue carni in svariate ricette, ha origini davvero molto antiche. Si pensi che in epoca romana non venivano fatte differenze tra cinghiali e maiali, che vivevano allo stato brado nei boschi, assolutamente non allevati.

Solo nel Medioevo i maiali iniziarono ad essere allevati, o meglio, cominciarono a convivere con i contadini. Questo accadeva soprattutto nei paesi del Nord Italia, dove al gente del luogo li utilizzavano per smaltire gli scarti domestici, mentre i cinghiali andavano via via diminuendo, rimanendo presenti nelle zone della Maremma, in Sardegna e sugli Appennini dell’Italia Centro Meridionale. Tutto questo fino a quando, a metà anni Cinquanta, i cinghiali furono introdotti nuovamente per la caccia.

In Toscana, in ogni modo, il cinghiale è sempre stato apprezzato e utilizzato in cucina per le sue carni prelibate e molto saporite.

Mille ricette da gustare con la carne di cinghiale

Nella cucina Toscana, come abbiamo anticipato, il cinghiale è molto apprezzato e non manca mai sulle tavole delle feste. Un prodotto storico, apprezzato soprattutto in combinazione di sughi per primi piatti come le pappardelle al sugo o al ragù di cinghiale che può essere anche marinato con erbe e spezie.

Qui a Fonte Ripa abbiamo diversi prodotti a base di carne di cinghiale che si possono cucinare rispettando le ricette della tradizione oppure perfetti per una grigliata con amici o parenti, per gustare prodotti diversi dal solito e portare un po’ di Toscana in tutta Italia. Ad esempio, si può scegliere la salsiccia con cinghiale, un insaccato a grana fine ottenuto da carni di suino e cinghiale attentamente selezionate con parti di spalla, pancetta e gola in concia con aromi naturali e spezie, stagionata lentamente; oppure la polpa di cinghiale ricavata dalla coscia e dalla spalla del cinghiale sapientemente disossata, rifilata e salata con una concia tipica della tradizione.

Tutti prodotti che possono essere poi cucinati per dar vita a nuovi piatti oppure da proporre rispettando le ricette antiche toscane.

Salumi di cinghiale, una ricca varietà

Saporita e dall’intenso sentore selvatico, la carne di cinghiale è molto apprezzata anche in veste di salume. Tra questi spiccano di certo il prosciutto che viene ricavato dalla coscia del cinghiale lasciata riposare in una concia di aromi naturali e spezie e massaggiata manualmente più volte. Una carne che, una volta lavorata ed insaporita, viene appesa e lasciata stagionare lentamente.

Molto apprezzati, poi, sono anche i salami di cinghiale, soprattutto nelle versioni arricchite di spezie ed aromi. Tra queste soprattutto troviamo le carni al tartufo, all’aglio o con i semi di finocchio.

Da considerare, infine, per un aperitivo sfizioso anche il salame di cinghiale al peperoncino oppure al pepe: due varianti molto appetitose, ottime da gustare con pane toscano morbido. Tutte produzioni che non contengono glutine, latte e suoi derivati: perfetti, quindi, anche per chi soffre di allergie alimentari e per i celiaci.

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